Le malattie degenerative della cartilagine articolare influenzano significativamente la qualità della vita delle persone. In particolare, l’artrosi – patologia cronica che provoca la progressiva perdita delle normali componenti anatomiche che formano le articolazioni – è considerata tra le prime 10 cause di disabilità al mondo, colpendo circa il 10% della popolazione adulta e il 50% delle persone che hanno superato i 60 anni di età. Le cause riconducibili alla comparsa della malattia sono spesso collegate all’invecchiamento, all’usura delle cartilagini articolari, a fattori genetici, fratture o lesioni articolari o all’attività sportiva intensa.

Sebbene non esista ancora una vera e propria cura, le terapie che vengono messe in atto sono solitamente di tipo farmacologico, riabilitativo e chirurgico (nei casi più gravi) e hanno la capacità di alleviare i dolori, rinforzare la muscolatura di supporto e migliorare la funzionalità articolare. Negli ultimi anni, tuttavia, si sono sviluppate delle soluzioni alternative e intermedie appartenenti all’ambito della Medicina Rigenerativa che permettono di promuovere la riparazione dei tessuti dell’apparato muscolo-scheletrico e di curare l’artrosi.

Abbiamo approfondito l’argomento con il professore Ezio Adriani, medico ortopedico responsabile della divisione di traumatologia dello sport e chirurgia del ginocchio della Fondazione Universitaria Policlinico A. Gemelli IRCCS di Roma e direttore di HFCare.

La medicina rigenerativa viene oggi considerata il futuro dell’ortopedia, ma di cosa si tratta esattamente?

«In ambito ortopedico, la medicina rigenerativa permette oggi di trattare patologie articolari di tipo traumatico, post-traumatico e degenerativo in modo conservativo, ovvero senza dover ricorrere alla chirurgia classica come quella protesica. Questo consente di trattare soprattutto di pazienti con un grado artrosico non elevato, dove l’immagine
radiografica evidenza una degenerazione meno pronunciata, e ottenere dei risultati efficaci per lungo periodo».

Di quali tecniche rigenerative dispone l’ortopedico e quali può consigliare al paziente?

«I principali strumenti messi a disposizione dell’ortopedico sono l’acido ialuronico (viscosupplementazione), i prodotti autologhi del sangue con o senza leucociti (LR-PRP o LP-PRP) e le terapie cellulari (midollo osseo e tessuto adiposo). Tra questi hanno ormai ricevuto un riconoscimento scientifico di efficacia i Fattori di Crescita estratti dalle piastrine (PRP in italiano plasma ricco di piastrine). Il PRP ha mostrato effetti positivi nello stimolare i processi di guarigione di vari tessuti ed, in particolare, di ossa, cartilagine, tendini e muscoli. Tutto dipende dalla situazione patologica in cui si trova il paziente».

Quali sono oggi le principali applicazioni del PRP in ambito ortopedico?

«Le tendiniti, epicondilite laterale (gomito del tennista), l’epicondilite mediale (gomito del golfista), la tendinopatia Achillea, la tendinopatia rotulea, contusioni, sovraccarichi e fratture, le lesioni muscolari acute».

Chi può richiedere questo genere di trattamento?

«Queste terapie possono essere indicate a soggetti con età avanzata che presentano problematiche legate al consumo nel tempo dei tessuti e della cartilagine; a pazienti che hanno complesse problematiche da risolvere e prima di intervenire chirurgicamente sentono la necessità di conoscere delle soluzioni alternative per affrontare il loro problema. Vengono spesso consigliate anche a giovani sportivi o sportivi professionisti che presentano traumi articolari complessi. Pensiamo ad alcuni esempi come il tennista Rafael Nadal e il calciatore Cristiano Ronaldo i quali si servono di questo genere di terapie».

È possibile avviare tale percorso tramite la telemedicina promossa da HFCare?

«Grazie all’innovazione tecnologica che dispone la piattaforma HFCare è possibile richiedere un consulto medico online con gli ortopedici presenti nel network e valutare, insieme al paziente, la possibilità di intraprendere un percorso di tipo conservativo. In base alla patologia, alla diagnosi, ai referti condivisi (basta una radiografia e i referti medici) e alla storia pregressa del paziente, si andrà poi a indicare il tipo di trattamento medico».

HfCare offre dunque l’opportunità di richiedere un’assistenza sanitaria a medici ortopedici altamente qualificati e di ottenere una seconda opinione utile a capire quale percorso clinico intraprendere. Senza attese, senza file, ovunque tu sia e in totale sicurezza.

 

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